L'attività ... politica (con la p minuscola)

Riporto gli interventi nei consigli comunali nelle cerimonie di carattere pubblico


A don Alessandro con grande gioia e commozione a nome dell’Amministrazione Comunale e dell’intera comunità civile ...

 

Scuola Materna "Fantasia" Approvazione progetto preliminare ristrutturazione Scuola Materna e conseguente variazione di bilancio ...

 

In morte del maestro Emilio A nome dell’Amministrazione Comunale e dell’intera comunità civile porgo le più sentite condoglianze alla famiglia ...

 

Articolo sul giornale "La nostra Valle" Insegno all’Itis di Vobarno dal 1993 e pur essendo per l’anagrafe uno degli insegnanti di ruolo più giovani ...

 


Villanuova, 14 Giugno 1998

Caro don Alessandro, con grande gioia e commozione a nome dell’Amministrazione Comunale e dell’intera comunità civile ti rivolgo i più vivi e cordiali auguri di un prospero e fecondo apostolato.

Oggi, assieme alla comunità parrocchiale siamo orgogliosi di festeggiarTi  perché la tua scelta così impegnativa e radicale, per quei valori che la Chiesa da sempre propone, sicuramente gioverà al nostro e a tutti i paesi ai quali sarai destinato.

Il tuo interesse per la formazione dei giovani che hai sempre dimostrato anche in momenti difficili ti fa onore perché, per una comunità, i benefici di una sana e retta coscienza dei suoi membri spesso valgono più di tante leggi o scelte amministrative, seppur necessarie e importanti. Tutti coloro infatti che hanno a cuore la formazione delle coscienze e l’educazione dei giovani non possono non essere anche buoni cittadini.

 In Oratorio ti abbiamo sempre visto pronto e disponibile, attento e accogliente con tutti. In questi tempi in cui l’indifferenza verso gli altri e l’interesse privato sembrano prevalere, la tua scelta ci ricorda che il rispetto verso l’altro e il prendersi cura dei problemi di tutti sono i mattoni fondamentali alla base di ogni convivenza civile e democratica, e che non ci può essere vero benessere se non condiviso da tutti. La tua scelta ci ricorda inoltre che qualsiasi struttura non sarà mai in grado di offrire una migliore qualità della vita se le persone che la sostengono non anteporranno il bene di tutti al proprio.

   L’omaggio che ti portiamo è un piccolo segno della nostra stima affinché tu possa ricordare sempre con affetto il paese dove sei cresciuto che sicuramente non dimenticherai.

    Oggi, a Villanuova non fa notizia “l’albero che cade” ma “la foresta che cresce”.

    Possano crescere, carissimo don Alessandro, con il tuo servizio e la tua testimonianza, tante altre “foreste” di persone autentiche che hanno a cuore la promozione umana e sociale come tu hai dimostrato di possedere in abbondanza.


Dalla seduta del Consiglio Comunale del 19 Aprile '99

Oggetto: Approvazione progetto preliminare ristrutturazione Scuola Materna e conseguente variazione di bilancio

Motivo con soddisfazione il mio voto a favore della variazione di bilancio per l’intervento di recupero dello stabile a favore della scuola materna statale

E i motivi di soddisfazione sono tre

Il primo motivo lo esprimo come consigliere comunale. Questa Amministrazione, che si è prodigata in maniera intensa per il territorio, l’urbanistica, l’assistenza e la cultura non poteva da ultimo trascurare le esigenze dei bambini più piccoli e proprio per questo più bisognosi di una sistemazione igienicamente e strutturalmente più consona. L’impegno di spesa che si va ad assumere la qualifica ancora una volta come una buona amministrazione, nella quale in questi anni sento di aver ben riposto la mia fiducia

Il secondo motivo di soddisfazione lo esprimo come insegnante: per esperienza posso dire che laddove la struttura scolastica si rinnova e dove l’amministrazione dimostra di avere a cuore, e con i fatti, l’educazione, il personale non solo lavora meglio ma è motivato a dare il meglio di sé. E i vantaggi per la comunità di una formazione prescolare efficiente sono inestimabili, come lo sono, purtroppo in senso negativo quelli di una educazione distorta o assente.

Il terzo motivo infine lo esprimo come papà. Poter crescere i propri figli anche con l’aiuto di strutture adeguate che collaborino con le famiglie nel già difficile compito educativo è forse la  risorsa più grande che le istituzioni possano offrire ai genitori e alle famiglie. È anche con questo tipo di interventi che possiamo collaborare a costruire una società migliore. Davanti alle scene di desolazione della guerra di questi giorni, (ndr: la guerra nel Kosovo)e in modo particolare davanti alla sofferenza dei più piccoli, possiamo tutti rinnovarci nell’impegno per una società più attenta alla persona e alla formazione dell’infanzia.


Villanuova, 16 dicembre 2000

A nome dell’Amministrazione Comunale e dell’intera comunità civile porgo le più sentite condoglianze alla famiglia del maestro Emilio. Ci stringiamo con affetto al loro dolore che tutti sentiamo anche nostro. L’improvvisa scomparsa ci rattrista profondamente, perché le persone che ci hanno fatto crescere le vorremmo avere sempre accanto, perché fanno parte di noi, della nostra anima.

    La comunità civile non ringrazierà mai a sufficienza il maestro Emilio per la particolare dedizione con la quale ha educato e istruito numerosi fanciulli della nostra comunità.

La vera ricchezza di un paese non si misura solo dall’economia, ma dalle relazioni umane, culturali e interpersonali fra i suoi componenti. In questo il maestro Emilio è stato sicuramente uno dei costruttori della nostra comunità perché, oltre al suo lavoro, ha dato il meglio di sé come maestro, come cittadino e come papà.

Il suo operato ci ricorda come l’attenzione, la passione educativa e la competenza di chi lavora con i ragazzi siano valori inestimabili e insostituibili in ogni tempo e quindi anche nel nostro, dove si tende ad affidare, forse in maniera un poco asettica, alle nuove tecnologie, a nuove agenzie o a nuove riforme scolastiche l’educazione e la crescita dei nostri figli.

Il maestro Emilio ha saputo anticipare di parecchi anni le attuali metodologie didattiche, perché ha sempre lavorato con entusiasmo, mettendo al primo posto i ragazzi: e chi lavora con il cuore infatti sa vedere più lontano e più in profondità.

Oggi ci accorgiamo di quanto bene abbia fatto per il nostro paese e vogliamo dirgli grazie nella certezza che, nella festa senza fine, possa godere di tutto l’affetto che ha saputo riversare su quelli che hanno avuto la fortuna di essergli vicino.

Ricorderemo il suo sorriso e le sue grandi mani generose: sostenga, dal Cielo, oltre alla sua famiglia, tutti i nostri educatori e tutti coloro che hanno a cuore l’educazione e la promozione umana.


3 Marzo 2001

Articolo pubblicato su "La nostra Valle"

Insegno all’Itis di Vobarno dal 1993 e pur essendo per l’anagrafe uno degli insegnanti di ruolo più giovani sono anche tra i più “vecchi” per anzianità all’interno dell’Istituto. Da quell’anno scolastico in cui vi erano complessivamente otto classi e la sola specializzazione in informatica, siamo giunti, con l’avvio di meccanica che l’anno prossimo completerà il triennio, alle attuali dodici.

Occupo la cattedra di  Matematica nel triennio ad indirizzo informatico dove è in atto la sperimentazione “Abacus”, che sta diventando in pratica lo standard per gli istituti tecnici con il medesimo indirizzo.

Il mercato del lavoro dell’informatica è in continuo evolversi e la richiesta di figure professionali può variare considerevolmente nel giro di pochi anni. Mentre infatti qualche anno fa erano richiesti soprattutto programmatori di software, oggi le richieste riguardano più sistemisti e operatori di reti. Per far fronte dunque a questi bisogni sempre più mutevoli, la formazione che cerchiamo di offrire ai nostri futuri periti privilegia pertanto abilità di base, comuni ed essenziali nel corso dello sviluppo tecnologico. Toccherà poi a loro, in base a quanto avranno appreso, sapersi adattare, rinnovare e aggiornare alle future esigenze dell’ambiente in cui si troveranno ad operare. In questo senso mi piace sottolineare che la formazione non vuole essere solo tecnica: crediamo infatti fondamentale fornire i nostri studenti degli strumenti di interpretazione della realtà che li circonda, perché possano diventare, oltre che lavoratori, persone e cittadini responsabili, in grado di saper cogliere anche orizzonti diversi da quelli del lavoro e del profitto immediato.

In questi anni ho visto la scuola crescere non solo nei numeri, ma anche in professionalità dei docenti che con me hanno condiviso il difficile compito di educare, oltre a quello di istruire. Anche gli avvenimenti della cronaca di questi giorni ci portano con grave insistenza alla necessità di elaborare e proporre modelli educativi nuovi che sappiano andare al di là dei programmi, dei POF, delle “Riforme” e “Controriforme” spesso più burocratiche che formative. Penso che il valore aggiunto di un sistema scolastico sia dato dalla qualità degli insegnanti che, al di là delle rivendicazioni sindacali (pur sacrosante), delle condizioni di lavoro più o meno adeguate, sanno prendersi a cuore le sorti dei ragazzi (e non degli utenti) che sono loro affidati.

Il titolo di un libro di un nostro conterraneo, Marcello Zane, definisce i valsabbini “poco parlanti ma spesso arguti”: posso dire che, anche se i miei ragazzi non amano molto la grammatica italiana e la consecutio temporum, quando vengono sollecitati in modo opportuno, sanno rendere in modo quasi sorprendente. Lo verifico tutti gli anni con l’area di progetto prevista dalla sperimentazione, durante la quale agli alunni viene affidato un compito interdisciplinare che devono essere in grado di gestire e di portare a termine nell’arco di qualche giornata: i risultati che riscontro mi invogliano a credere e a ben sperare sulle capacità organizzative e creative degli studenti dell’Itis.

Mi auguro che questo spirito possa ben coniugarsi con la realtà di gente che lavora tipica della nostra valle, affinché l’informatica possa aiutare a promuovere e sostenere lo sviluppo industriale del territorio e aprire nuove realtà lavorative e culturali.


                                        
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